Che cos’è l’alluce valgo?
Una delle patologie del piede più diffuse è l’alluce valgo, una deformazione consistente nell’allontanamento della testa del primo metatarso dalle altre.
La deviazione dell’osso dà origine a una tipica protuberanza.
La sintomatologia è caratterizzata dal dolore, presente anche a riposo , e dalle alterazioni posturali.
Si possono individuare varie cause: il piede piatto,la pronazione del retropiede, l’accorciamento del tendine di Achille e la lassità legamentosa (che determina la predisposizione familiare alla condizione patologica). Tuttavia la responsabilità maggiore è da attribuire al tipo di scarpa utilizzato quando tende a restringersi verso la punta del piede. Questo spiegherebbe anche la maggiore incidenza di alluce valgo nelle donne.
Come si può intervenire?
Gli interventi attuabili sono molteplici e dipendono dallo stato di avanzamento della patologia. Possono rivelarsi efficaci le infiltrazioni di corticosterioidi extra-articolari o anche la terapia farmacologica con i FANS.
Considerando la riabilitazione dell’alluce valgo si possono distinguere due livelli:
-la riabilitazione conservativa
che viene attuata nel tentativo di evitare l’intervento chirurgico ed è praticabile nei casi più lievi. Consiste nella mobilizzazione articolare,in esercizi di stabilizzazione dinamica, e in terapie strumentali a scopo antalgico; ordinariamente viene associata all’uso di un tutore che ha la funzione di riallineare le estremità articolari. Vengono di solito praticati anche esercizi per la correzione posturale del piede e la rieducazione del passo.
-la riabilitazione post-chirurgica
che rappresenta una scelta obbligata dopo l’intervento chirurgico, quando questo si rende necessario a causa di una sintomatologia dolorosa importante e continua e di una conseguente disabilità sul piano funzionale. Infatti la correzione strutturale biomeccanica apportata con l’operazione chirurgica deve associarsi necessariamente a un percorso riabilitativo individualizzato (sulla base di uno specifico protocollo fisioterapico) mirato a ripristinare la mobilità articolare e che attua anche la rieducazione a un corretto schema del passo.Va riferito che dopo l’intervento chirurgico va adottata una scarpa tipo Talus (calzatura priva della copertura anteriore) mediamente per 30 giorni.
Trattamenti di nuova generazione, non invasivi e che non ricorrono all’uso dei farmaci, sono rappresentati da magnetoterapia e laserterapia, efficaci contro il dolore e che se usati dopo l’intervento chirurgico hanno azione facilitante sulla formazione del callo osseo, accellerando perciò i tempi di guarigione
Si può prevenire l’alluce valgo?
Esistono alcune strategie per prevenire l’alluce valgo. Sicuramente l’uso di calzature comode e funzionali può risultare efficace, ma non bisogna trascurare neanche la ricaduta per chi ha un peso corporeo eccessivo